Stella DuBois e Stanley Kowalski sono una giovane coppia che vive in una catapecchia di New Orleans. La loro vita scorre non troppo tranquilla e Stanley è troppo macho per pensare al benessere della moglie. Improvvisamente, piomba a casa loro la sorella di Stella, Blanche, inquieta, caciarona e cicciottella. Blanche, che era stata condannata a tre anni per rapina, grazie ad uno sconto di pena, è uscita prima del previsto. Stella la accoglie con gioia, ma Blanche porta cattive notizie: Belle Reve, l’orfanotrofio gestito da suore dove le due sono cresciute, sta per essere chiuso perché indietro con i pagamenti al fisco. Blanche vorrebbe trovare i 5000 dollari che consentirebbero a Suor Maria Stigmata di pagare le tasse arretrate e chiede aiuto alla sorella. Dal momento che Stanley e Stella hanno le pezze al culo, l’idea di Blanche sarebbe quella di riformare il gruppo blues con cui le due cantavano fino a qualche anno prima, la DuBois Blues Band, fare qualche concerto e donare l’incasso all’orfanotrofio. Durante la detenzione di Blanche, però, la banda si è sciolta e Stella ha perso i contatti con gli altri musicisti. Inoltre ha conosciuto Stanley, virile esemplare di maschius selvaticus che l’ha sposata per renderla la sua schiava domestica e che disapprova il suo passato musicale. Ah, e poi Stella è incinta. È importante, lo devo scrivere? Penso di sì. Ok: Stella è incinta. Vedendo la sorella abbattuta e preoccupata (ma anche perché passare tutto il giorno a rassettare e preparare il gulasch non è tutto ‘sto gran divertimento), Stella decide di aiutarla, facendosi promettere che si tratterà solo di un concerto. Stanley è totalmente in disaccordo e non si fida di Blanche, che gli sta sui coglioni dal primo momento. Al posto di bestemmiare tutti i santi polacchi e sparecchiare a suon di rutti come gli verrebbe spontaneo fare, Stanley decide invece di mantenere un basso profilo e di indagare di nascosto su Blanche.

Dopo qualche settimana, le sorelle riescono a rimettere insieme la banda. Giusto qualche prova per scrostare la ruggine e Stella riesce a fissare un concerto nel teatro più grosso della città. Nel frattempo, Stanley ha scoperto, grazie ad un suo amico che fa lo scaricatore di porto vicino a Belle Reve, che l’orfanotrofio non ha mai avuto problemi col fisco e quelle di Blanche sono tutte palle megagalattiche. Inviperito al massimo, il giorno prima del concerto Stanley rivela a Stella ciò che ha scoperto, con una certa soddisfazione. Sapete quando gli uomini capiscono qualcosa prima di voi e assumono quella faccina del “io te l’avevo detto, io me lo immaginavo, io l’avevo già capito”. Che odio. Scusate, una piccola digressione. Comunque, Stella, confusa, non riesce a capire se Blanche l’ha riempita deliberatamente di bugie oppure, visti i problemi di nervi avuti in passato, si è inventata una realtà parallela in cui crede ciecamente anche lei. Dopo aver fatto alla sorella alcune domande tattico-strategiche, Stella si rende conto che Blanche è di fuori come i balconi; crede veramente che Belle Reve vada salvato e pensa che, dopo il concerto, un suo spasimante milionario, nonché inesistente, passerà a prenderla per portarla a fare una crociera nei Caraibi.

Il teatro ha fatto sold out quindi Stella, litigando furiosamente con Stanley, che vorrebbe annullare il concerto, decide di esibirsi ugualmente, rimandando al giorno dopo le valutazioni sullo stato mentale di Blanche. “Ha il cervello che scorreggia, ma le corde vocali sono a posto” – questa la giustificazione di Stella. Dalle battute successive si capisce che il concerto è stato spettacolare e il pubblico era in delirio.

Il giorno dopo, sapendo che non ci sono alternative, Stella chiama il direttore del più vicino manicomio affinché porti Blanche nella sua struttura, tra i grugniti di soddisfazione di Stanley. Blanche è talmente rincoglionita che pensa che il dottore venuto a prelevarla sia un impresario musicale, l’infermiera una groupie e che la stiano portando in un’accademia dove si studia musica. Stella saluta Blanche con le guance rigate di lacrime, mentre Stanley si rovescia il brodo sulla canottiera bianca, in uno dei momenti più commoventi della storia del teatro contemporaneo. Dopo un’attenta riflessione sulla sua vita, che definisce “un po’ di merda”, Stella decide di scappare, portandosi dietro i soldi del concerto e il suo pancione. L’opera si conclude con Blanche che canta Jailhouse rock nella casa di cura, accompagnata da infermieri che suonano strumenti improvvisati come scope, aspirapolveri e flaconi di pillole, convinta di essere al Conservatorio.

 

Un tram che si chiama desiderio di Tennessee Williams /// The blues brothers scritto da John Landis e Dan Aykroyd, diretto da John Landis

 

Beatrice Gambogi

Attrice, scrittrice, modella, cantante, presentatrice, insegnante, fotografa, blogger, influencer, performer, minipimer… in cerca di un lavoro serio.

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