C’è una scena del celebre film di animazione Shrek, uscito per la DreamWorks nel 2001, che in Italia ha lasciato per anni perplessi molti spettatori e che solo alla luce di un confronto interlinguistico acquisisce finalmente un senso. Fra le diverse sottotrame dell’intreccio principale c’è, infatti, quella riguardante le minacce del crudele Lord Farquaad ai danni delle creature delle fiabe, che vengono da lui catturate e interrogate. Nel suo mirino finisce anche l’Omino di Pan di Zenzero, in una famosa scena del cartone durante la quale gli viene imposto di rivelare il nascondiglio di alcune altre creature. In italiano, lo scambio di battute fra lui e il signore della città-fortezza di Duloc suona più o meno così:

Fonte: Ricordi quella scena? (FB)

Se non avete visto il film e non riuscite a seguire il filo del discorso, rasserenatevi: nemmeno chi ha guardato Shrek fino a impararlo a memoria sarebbe capace di raccapezzarsi. Questo dialogo, non a caso, è rimasto un mistero per grandi e piccini, che talvolta hanno rinunciato in partenza a schiarirsi le idee e altre volte hanno cercato di mandare avanti o indietro la storia con il telecomando per verificare che di Uomini Focaccina si parlasse in un altro momento della vicenda. I più curiosi avranno forse cercato anche online, o avranno visto il film in lingua originale, e allora forse avranno scoperto dopo tanti interrogativi a cosa si stesse riferendo l’Omino di Pan di Zenzero.

Andiamo con ordine. Lo scambio di battute fra i due personaggi è stato tradotto in italiano in maniera letterale, ragione per la quale in inglese troviamo comunque un dialogo molto simile a quello già letto insieme:

Gingerbread Man: Okay, I’ll tell you… Do you know… the Muffin Man?
Lord Farquaad: The Muffin Man?
Gingerbread Man: The Muffin Man!
Lord Farquaad: Yes, I know the Muffin Man. W-who lives on Drury Lane?
Gingerbread Man: Well, she’s married to the Muffin Man…
Lord Farquaad: The Muffin Man?
Gingerbread Man: THE MUFFIN MAN!
Lord Farquaad: She’s married to the Muffin Man…

L’unica differenza è tra muffin e focaccina e tra Drury Lane e farina, in cui una famosa strada di Londra si è trasformata in una parola che facesse rima con focaccina. Cosa succederebbe, però, se si provasse a digitare la fatidica frase Do you know the Muffin Man? su Google? Si scoprirebbe che la domanda inglese dà il titolo a una canzoncina per bambini, che in passato si era soliti cantare per aiutarli ad addormentarsi: una vera e propria ninna nanna, quindi, che aveva per protagonista nient’altro che un uomo focaccina. Qui una versione del brano pubblicata su YouTube dalla Skyship Entertainment Company:

Il testo, come può riconoscere anche chi non mastica l’inglese particolarmente bene, è identico a quello dello scambio di battute fra Lord Farquaad e l’Omino di Pan di Zenzero! Di conseguenza, un qualsiasi spettatore anglofono riderebbe nel notare il riferimento e non avrebbe bisogno di ulteriori spiegazioni per orientarsi all’interno del mondo di Shrek. La situazione non è la stessa in italiano, però, dove il riferimento culturale non esiste e qualsiasi comprensibilità del motivetto si perde strada facendo – o meglio, lingua cambiando.

Nonostante le prevedibili difficoltà che avrebbe suscitato la scelta, chi ha curato il doppiaggio nella nostra lingua ha preferito mantenere il dialogo tale e quale, sperando forse che i più dimenticassero la scena o che non si ponessero troppe domande in merito. Dopotutto, non ci sarebbe motivo per fissarsi su pochi secondi di film, se non fosse per una sola curiosità: quali strade alternative si potrebbero percorrere, se si tornasse indietro di 18 anni? Un problema traduttivo del genere è destinato a restare una croce o può trasformarsi in qualche modo in delizia con un po’ di fantasia? E quanta fantasia è lecito utilizzare per trarsi fuori dai guai senza eccedere? Una risposta predefinita, come avrete intuito, non esiste. Ciascun traduttore è responsabile delle scelte che prende o che non prende, così come ogni sua idea è soggetta a critiche e a controproposte: chi se la sente di avanzarne qualcuna?

Eva Luna Mascolino

La catanese Eva Mascolino, 24 anni, si è specializzata in Traduzione alla Scuola per Traduttori e Interpreti di Trieste nel 2018, concludendo gli studi con il massimo dei voti con una tesi di traduzione letteraria dal russo, dopo avere svolto tre scambi all'estero nel corso della sua formazione universitaria. Vincitrice del Premio Campiello Giovani 2015 con il racconto "Je suis Charlie", collabora con riviste e magazine culturali (fra cui Sul Romanzo, Letteratitudine, Argo, L’Irrequieto, Sicilian Post), oltre a essere una copywriter e traduttrice freelance da quattro lingue per svariate agenzie multiservizi. Nel 2018 ha pubblicato il racconto "Vladimir’s Blues" con Aulino Editore, mentre con "L’uomo di colore" è stata in finale al Premio Chiara Giovani 2018. Attualmente vive a Catania, dove ha di recente svolto il ruolo di collaboratrice editoriale per la prima edizione del festival letterario EtnaBook.

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