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L’unica persona nera nella stanza rappresenta tutto ciò che è minoranza, tutto ciò che c’è ma che facciamo finta di non vedere perché, diciamoci la verità, in Italia, ma soprattutto per gli italiani, il razzismo non esiste.

Nadeesha Uyangoda è una giornalista, si occupa di identità, di seconde generazioni e di tutto ciò che rientra nella definizione di BAME (Black, Asian and Minority Ethnic).

Ha scritto e scrive per giornali e riviste nazionali ed internazionali, ed è anche l’ideatrice del podcast Sulla Razza (che vi consiglio di seguire).

E’ da un longform scritto per Not che nasce il suo primo libro L’unica persona nera nella stanza, pubblicato dalla casa editrice 66thand2nd.

Leggendo questo libro capirete che serve innanzitutto un riconoscimento dell’esistenza del razzismo perché, usando le parole dell’autrice,

“razzista è il fatto che il razzismo in Italia quasi mai venga considerato tale, e che sia giustificato con la libertà di espressione”

e ancora

“razzismo in Italia è anche il fatto che il razzismo venga narrato, interpretato, giudicato e assolto da persone bianche.”

Le narrazioni che conosciamo, infatti, sono in genere interamente bianche e, molto spesso, per renderle, quantomeno all’apparenza, inclusive, si inerisce all’interno di esse un soggetto considerato diverso che è lì per dare un’idea di rappresentanza delle minoranze etniche.

Abbiamo così il pacchetto bello e pulito del politicamente corretto, tralasciando implicazioni e conseguenze che sono politiche, sociali o di classe.

E’ bene rendersi conto che siamo proprio noi, con il nostro privilegio bianco, a posizionare in una stanza una persona nera, straniera, perché qui in Italia nero è uguale a straniero e, per un non-sillogismo tutto italiano, straniero non è solo nero, ma tutto ciò che è diverso.

Leggendo sarete catapultati in una lunga argomentazione che passa dalle vicende personali dell’autrice alla citazione di fatti di cronaca e alle testimonianze di chi in genere non viene ascoltato ma deve creare uno spazio per la propria voce.

Un libro utile per mettersi davvero, per una volta, nella pelle di qualcun altro e provare ad ascoltare dei punti di vista dei quali dovremmo imparare a fidarci di più.

A chiusura del nostro suggerimento, una citazione del libro molto significativa per la sua incredibile semplicità:

“Il punto per me non era svegliarsi la mattina e combattere con le idee di ogni razzista, il punto era sottrarre al razzista, più o meno consapevole, la sua principale argomentazione: la convinzione che un nero non potesse essere italiano.”

Ha 30 anni (compiuti malvolentieri) e vive in provincia di Caserta. Afferma di non conoscere vie di mezzo perché non ha frequentato la scuola materna. Trova conforto ed ispirazione nella letteratura, nella musica, nel cinema e nelle serie tv adolescenziali. Alcuni suoi racconti brevi sono stati pubblicati da Historica Edizioni e su alcuni blog letterari. Finge di scrivere, ma in realtà ha solo una gran fame. I suoi autori preferiti sono Marquez, Calvino e Benni.

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