Da La famosa invasione degli orsi in Sicilia a Poema a fumetti. Dino Buzzati il primo vero autore di romanzi a fumetti.

 

Dino Buzzati è noto soprattutto come autore del romanzo Il deserto dei tartari (1940) e di numerose altre opere letterarie, tra cui diversi racconti e novelle. È stato un autore eclettico, interessato a diverse espressioni artistiche: fu, oltre che scrittore, anche pittore, giornalista, drammaturgo, poeta e scenografo. Il romanzo Poema a fumetti, pubblicato nel 1969, risulta di particolare interesse per la nostra rubrica perché può essere considerato, a tutti gli effetti, il primo esempio di connubio ‘genuino’ tra fumetto e letteratura. Pertanto, in questa occasione, ci sposteremo nel mondo della letteratura, anche se, come avremo modo di vedere, Buzzati ha sempre considerato il fumetto un mezzo espressivo di grande importanza.

Come molti sanno (si spera), Poema a fumetti è una rilettura in chiave moderna del mito di Orfeo ed Euridice ed è ambientato in una Milano tetra e labirintica. Il giovane Orfi, figlio minore della nobile famiglia dei Baltazano, è un famoso cantautore e tutte le sere si esibisce nei sotterranei del locale Polypus; le sue canzoni fanno letteralmente impazzire il pubblico di minorenni che delira per lui e balla senza fermarsi mai. Una fredda notte di marzo Eura, la ragazza di cui Orfi è innamorato, muore a causa di un male misterioso e, proprio come avviene nel mito greco, il giovane inizia la sua discesa negli inferi alla ricerca della amata. Dopo aver vagato nel regno dei morti superando una serie di prove, compresa l’esibizione canora dinanzi ad una giacca parlante (il diavolo custode), Orfi ritrova infine Eura, ma non riesce a riportala nel regno dei vivi. Il giovane cantautore, una volta tornato nel mondo reale, incontra un personaggio misterioso e senza nome (lo stesso che all’inizio del romanzo gli ha annunciato la morte di Eura) che gli dice che la sua esperienza nell’oltretomba è stata soltanto un sogno. Questa rivelazione induce il lettore a credere che la catabasi sia stata soltanto un’illusione, ma l’anello sfilato ad Eura nel tentativo di portarla via dal regno dei morti, e che il protagonista si ritrova tra le mani, sembra smentire questa possibilità. Nell’opera, ricorrendo alle sue esperienze pittoriche, Buzzati utilizza il disegno come potente mezzo di espressione narrativa alternandolo alle parti testuali in un perfetto equilibrio, evitando che un elemento prevalga sull’altro. Proprio questo equilibrio tra letteratura e fumetto, aggiunto alla densità narrativa, alle tematiche trattate e all’innovativo impatto visivo, ci permette di considerare Poema a fumetti il primo graphic novel italiano, se non addirittura uno dei primi romanzi grafici a livello mondiale.

Del resto Buzzati, come dimostrano le numerose opere pittoriche realizzate tra il 1924 e il 1970, non era nuovo al disegno, né alla narrazione sequenziale tipica della nona arte. Le sue tele, infatti, proprio come avviene per i fumetti, presentano spesso una divisione per scene, così da isolare ogni momento dell’azione, e parti testuali inserite all’interno dei classici balloon. Lo scrittore veneto, che non separava scrittura e pittura poiché entrambi i linguaggi gli permettevano di raccontare delle storie, non sottovalutava nemmeno le potenzialità di un linguaggio relativamente più giovane come il fumetto. Lo stesso scrittore, durante il programma Incontro con Buzzati condotto da Luca Di Schiena e trasmesso dalla Rai l’8 dicembre 1962, rispondendo alla giornalista Mirella Delfini ha dichiarato: “Ma perché non si potrebbero utilizzare i fumetti in immagine, in modo da costituire una specie di piccolo poemetto figurato? Su questa via mi pare che potrebbe riuscire la cosa. Fare un fumetto poetico” (Intervista di Luca Di Schiena a Dino Buzzati durante la trasmissione Incontro con Buzzati, andata in onda per la Rai l’8 dicembre 1962. Parte dell’intervista è reperibile sulla piattaforma Youtube). Queste parole dell’autore sembrano anticipare proprio Poema a fumetti, l’opera che fu completata e pubblicata sette anni più tardi e che, a sua volta, pare portare a compimento un percorso precedentemente iniziato con La famosa invasione degli orsi in Sicilia, racconto illustrato pubblicato in volume nel 1945.

In Poema a fumetti il disegno di Buzzati appare quello di un autodidatta privo di una tecnica accademica, anche se, come abbiamo già accennato in precedenza, le insufficienze tecniche sono largamente compensate da una notevole originalità stilistica e dai contenuti narrativi. Lo stesso autore è consapevole dei suoi limiti, come ha dichiarato a Mirella Delfini durante l’intervista del 1962: “Avrei bisogno di lavorare molto per avere una tecnica che ancora non c’ho, ma mi sembra di poter dire qualche cosa… qualcosa che altri non dicono”. Alla sua uscita, Poema a fumetti raccolse pareri contrastanti: se da una parte, infatti, lo scrittore, giornalista e critico Claudio Marabini scriveva sul Resto del Carlino (20 novembre 1969) che “letteratura e immagini non si sposano” perché “la letteratura non consente contaminazioni di nessun genere”, dall’altra il già citato giornalista e scrittore Carlo Della Corte (si veda, in questa rubrica, l’articolo L’Apogeo del graphic novel) sosteneva sul Gazzettino (16 novembre 1969) che “con questo linguaggio da molti ritenuto indegno, bastardo, balbo, bleso, comunque inutilizzabile a livello poetico” Buzzati aveva trattato lo stesso mondo che trattava nelle sue opere di narrativa. Non è difficile capire l’importanza capitale di un’opera come Poema a fumetti che, in anticipo almeno di una decina d’anni, getta, forse inconsciamente, il seme di quello che diventerà il fumetto d’autore o graphic novel.

Gianmarco De Chiara

Gianmarco De Chiara è nato Napoli il 5 Aprile del 1989. Dopo gli studi classici si iscrive alla facoltà di Lettere Moderne dell’Università Federico II, laureandosi in Letteratura Inglese con una tesi sul rapporto tra Tolkien e il Medioevo e specializzandosi nel biennio successivo in Filologia Moderna con una tesi sperimentale, ancora in Letteratura Inglese, dal titolo Fumetto e Letteratura - Il graphic novel di Alan Moore.   Alterna l’interesse per la scrittura con quello per il disegno e il fumetto, sperimentando anche altri linguaggi espressivi come la grafica, l’illustrazione, la pittura e il cinema. Ha frequentato corsi di regia e di montaggio cinematografico, realizzando in proprio, tra il 2005 e il 2016, numerosi cortometraggi e due lungometraggi come sceneggiatore e regista. Collabora con diverse realtà editoriali, anche indipendenti, in veste di autore o in qualità di illustratore e grafico. Nel 2008 ha fondato la rivista Malefico e alla fine del 2010 Fumé, rivista di fumetto, arte e cultura. Nel 2015 ha esordito con il suo primo romanzo Dove stanno le lucertole, edito dalla casa editrice Homo Scrivens, e con la stessa casa editrice ha pubblicato, nel 2017, il secondo romanzo A sud della mia persona.

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