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Quando mi è venuta l’idea di approfondire le diversità tra il concetto di rimorso e quello di rimpianto in più Paesi del mondo in chiave linguistica (e quindi culturale), credevo che l’impresa sarebbe stata semplice. Mi è capitato poche volte di dovermi porre il problema nel parlare inglese, visto che per lo più ho utilizzato la parola regret, supponendo non ce ne fossero altre. Avevo una vaga idea dell’esistenza di termini quali remords e regret in francese, senza una conoscenza chiara delle loro differenze, mentre in spagnolo avevo sentito parlare sempre e solo di remordimiento e in russo di сожаление (sožal’enuje) che poi ho scoperto non c’entrare granché col discorso.

Insomma, la breve ricerca di verifica che immaginavo di dovere effettuare prima di scrivere questo articolo per iniziare l’anno nuovo con una riflessione a cavallo tra il passato e il futuro si è rivelata più complicata del previsto. Per prima cosa, infatti, ho scoperto che in inglese esiste anche il sostantivo remorse, e che – stando all’Huffington Post* – anche nel mondo anglofono indica il cruccio provocato dalla consapevolezza di avere fatto del male a qualcuno, al pari che in italiano**. Sarà un caso, ho pensato, è difficile che una tale sfumatura si mantenga al di là dei confini nazionali di uno Stato.

Il francese, invece, mi ha dato torto per la seconda volta. Come ben ricordavo, al remords dell’Hexagone si contrappone non a caso il regret, che l’Accadémie française definisce rispettivamente come il senso di colpa che si prova dopo avere commesso un errore e come il dispiacere di avere perso un bene posseduto, o il dispiacere di avere perso l’occasione per compiere una determinata azione***. Così, ho iniziato a dedurne che forse mi sbagliavo e che pubblicare un pezzo sull’argomento non sarebbe stato di particolare interesse, dal momento che le difformità interculturali che avevo supposto non sussistevano.

Prima di gettare la spugna, però, ho continuato l’ispezione e sono passata allo spagnolo, che mi ha messa di fronte a una situazione ben diversa. Qui, infatti, la differenza semantica riguardava i termini remordimiento e arrepentimiento, una coppia in cui soprattutto il secondo elemento non mi sembrava assimilabile al nostro concetto di rimpianto. Difiere ha confermato la mia percezione, giacché stavolta remordimiento indica sì il dolore di coscienza che si prova dopo una cattiva azione (come il nostro rimorso), ma arrepentimiento è il corrispettivo italiano di pentimento, cioè di un atto nato dalla comprensione e dall’accettazione dei propri errori e dal disagio che questi causano in una data persona, che decide consapevolmente di riparare alla propria colpa****. Bingo!

In altre parole, l’idea di rimpianto e la sua distinzione rispetto al rimorso nei Paesi ispanofoni non esiste. Sono allora arrivata a esaminare il russo e ho fatto una scoperta ancora più interessante: gli unici portali online a parlare dell’argomento sono stavolta legati al culto ortodosso, all’interno del quale simili concetti sono evidentemente tenuti in grande considerazione. Ho così appreso che la dicotomia per loro consiste per lo più tra il sostantivo покаяние (pokajanije) e раскаяние (raskajanije), traducibili entrambi come pentimento. L’uno è generato da un senso di colpa profondo, che genera nell’essere umano un cambiamento radicale di comportamento, grazie a cui si smette di commettere gli stessi errori del passato; l’altro, invece, è un misto di rimorso e rimpianto per il male compiuto o per il bene non compiuto, che tuttavia non si traduce in una vittoria duratura sul “peccato”, ma solo su un consapevole rammarico legato alla sua esistenza*****.

Ciò che volevo dimostrare attraverso un simile confronto era che una data visione del mondo dettata da uno specifico sistema linguistico porta a conclusioni teologiche, filosofiche, sociologiche e psicologiche tra le più disparate, che conducono quindi l’essere umano concepire pensieri ed emozioni diverse in diverse parti del mondo. Ciò che ho imparato strada facendo, e che senza dubbio è di fondamentale importanza quando si traduce, è che alcune distinzioni esistono laddove non lo avrei previsto, mentre altre sono di natura sensibilmente differente rispetto all’italiano.

Uno dei motivi per cui tradurre è un mestiere dalle mille croci e delizie, dopotutto, e proprio questo: non sai mai quanto conosci la Weltanschauung di un popolo finché non lo interroghi nelle sue sfumature apparentemente più sottili, e dietro alle quali spesso scopri interi universi imprevedibili.

* Cfr. HuffPost. Regret vs. Remorse
** Cfr. Zanichelli. Qual è la differenza tra rimpianto e rimorso?
*** Cfr. Académie française. Regrets et Remords
**** Cfr. Difere. ¿Cuál es la diferencia entre Remordimiento y Arrepentimiento?
***** Cfr. Чем покаяние отличается от раскаяния?

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Eva Luna Mascolino

La catanese Eva Mascolino, 24 anni, si è specializzata in Traduzione alla Scuola per Traduttori e Interpreti di Trieste nel 2018, concludendo gli studi con il massimo dei voti con una tesi di traduzione letteraria dal russo, dopo avere svolto tre scambi all'estero nel corso della sua formazione universitaria. Vincitrice del Premio Campiello Giovani 2015 con il racconto "Je suis Charlie", collabora con riviste e magazine culturali (fra cui Sul Romanzo, Letteratitudine, Argo, L’Irrequieto, Sicilian Post), oltre a essere una copywriter e traduttrice freelance da quattro lingue per svariate agenzie multiservizi. Nel 2018 ha pubblicato il racconto "Vladimir’s Blues" con Aulino Editore, mentre con "L’uomo di colore" è stata in finale al Premio Chiara Giovani 2018. Attualmente vive a Catania, dove ha di recente svolto il ruolo di collaboratrice editoriale per la prima edizione del festival letterario EtnaBook.

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