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Per natura siamo così fatti che facilmente crediamo alle cose nelle quali speriamo e difficilmente a quelle che temiamo, così che di esse sentiamo più o meno del giusto.

Baruch Spinoza

Il libro.

Cos’è la natura? è la prima di tante domande posta al lettore, già dal titolo di questa opera, dal poeta contemporaneo Davide Rondoni. Il suo libro, edito da Fazi editore, si presenta come un taccuino di appunti e riflessioni su alcune questioni del vivere quotidiano. Spunti autobiografici che trovano forza dagli scritti da lui proposti di grandi poeti e scrittori: da Lucrezio a Leopardi, Pascoli e Luzi, da Manzoni a Tolstoj, John Keats, artisti e studiosi che nella storia hanno da sempre sollevato il dilemma sulla natura della Natura. E appunto, per provare a rispondere a questo non semplice quesito, Rondoni chiede aiuto ai poeti, dando di fatto il via a un’indagine in prosa alla scoperta del significato più intimo di questa parola: Natura, quella con la enne maiuscola.

Il risultato di questo viaggio letterario è a dir poco sconvolgente. Senza pretendere di risolvere le tante domande poste, l’autore mette alla luce il frutto di un lavoro da lui iniziato anni prima di questa recente pubblicazione con La natura del bastardo (ed. Mondadori, 2016). Ma iniziamo con la fine di un amore. Ebbene, già dal primo capitolo di questa storia si capisce che qualcosa non ha funzionato: il narratore viene lasciato dalla compagna, scaricato al tavolino di un bar, mollato lì, da solo. «È naturale», dirà lei voltandogli le spalle. Però in questo lasciarsi chi scrive non ci sta proprio, non lo accetta, la rottura di quel rapporto per il poeta è tutto fuorché naturale.

L’aneddoto della rottura amorosa è un anello ricorrente in tutta l’opera, e attorno ad essa si allacciano altre strade a più corsie: da una parte il metodo scientifico come chiave del sapere, e dall’altra la poesia come porta verso la conoscenza. No, conoscere e sapere non sono la stessa cosa, però la direzione è sempre quella: la ricerca, la scoperta del meraviglioso in un’ottica decisamente labirintica e quasi del tutto paradossale che in questo libro non mancheranno certo di esempi a dir poco vertiginosi.

Nasce nel 1983 nella stanza 12bis di una Milano evidentemente ancora superstiziosa. Subito dopo, fatti i dovuti scongiuri, la sua famiglia lo alleva in Piemonte, a poche decine di chilometri dal confine svizzero. Nonostante una forte depressione riesce ad ottenere un diploma come perito tecnico. Nel 2004 parte come volontario tra gli alpini paracadutisti. Con il tempo però capisce che la parole sono più forti della mitraglia. Si congeda dopo la morte della madre. Diventa pubblicista grazie alla collaborazione con un giornale locale. Scrive racconti. E infine il privilegio di diventare padre di due splendidi bambini con la fortuna di potersene occupare.

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