Cercare un lavoro, come affermava qualcuno, è di per sé un lavoro bell’e buono. Richiede tempo, energia, dedizione e soprattutto massima attenzione ai più piccoli dettagli. Quello che non dicono è che, in particolare se ci si è specializzati in traduzione e/o in interpretazione, cercare un lavoro più che una delizia diventa una vera e propria croce. Il motivo vi sarà chiaro dopo avere dato un’occhiata alle tipologie di annunci che vi propongo oggi, tutte rigorosamente ispirate alla mia esperienza diretta.

1) Cercasi traduttore e interprete
Il più comune e allo stesso tempo il più temuto. Quello che evidenzia immediatamente la mancanza di professionalità e di competenza da parte di chi si sta occupando delle nuove assunzioni. Quello che fa cadere le braccia a ogni professionista del settore, perché cercare un traduttore che lavori con testi scritti non equivale a volere ingaggiare un interprete in grado di restituire il discorso ascoltato in una lingua in un’altra. Rarissimi sono i casi in cui i recruiter sperano davvero di trovare una persona che sappia svolgere entrambe le mansioni per formazione (possibile, per quanto raro): nel 98% dei casi si tratta solo di gente che non sa di cosa stia parlando.

2) Cercasi neolaureati in lingue per posto di traduttore
Giusto. Perché avere una conoscenza di livello B2 generale di una lingua rende un qualsiasi neolaureato capace di tradurre referti medici, accordi commerciali o contratti aziendali, dico bene? Anzi, perché non estendere la ricerca a neolaureati in generale, che magari abbiano sostenuto un esame di inglese o di spagnolo da 3 CFU durante il percorso accademico? Tanto non c’è nessuna differenza tra i loro profili, no?

3) Cercasi madrelingua tedesca per traduzioni
Non è molto diverso dal dire: cercasi italiano per la mansione di pizzaiolo. Non c’è nessun collegamento tra la provenienza geografica di una persona e le sue competenze traduttive, così come non sussiste nessun parallelismo tra uno spagnolo e un toreador. Al massimo si può cercare un traduttore di madrelingua tedesca, che è ben diverso e che comunque è indispensabile se le traduzioni si effettueranno verso il tedesco, mentre non è strettamente necessario qualora le traduzioni si facciano dal tedesco all’italiano (un traduttore italiano specializzato in tedesco andrebbe benissimo, chiaramente con il supporto a posteriori di un revisore madrelignua).

4) Cercasi ragazza di bella presenza con ottima conoscenza dell’inglese
Per lo più, questi annunci riguardano il team che un’azienda decide di portare con sé durante fiere, convegni e altri eventi affini. L’idea è, specie nelle piccole e medie imprese, che una giovane spigliata e alta un metro e ottanta con una certificazione Cambridge possa sostituire tranquillamente una professionista di statura diversa e che non per forza arriverebbe in finale a Miss Italia, per quanto più indicata nel permettere a un marchio di rimanere impresso anche ad avventori stranieri grazie alle giuste capacità comunicative di chi interagirà con loro.

5) Cercasi segreteria con buona conoscenza di una lingua straniera
Idem. E aggiungo: più che segretarie, quasi sempre cercano addette all’ufficio commerciale estero, dimostrandosi così doppiamente incompetenti ad assumere la persona giusta. Che si lavori a contatto con il pubblico o in backoffice, infatti, per svolgere questo mestiere sono indispensabili alcune conoscenze informatiche e di marketing che più facilmente si acquisiscono attraverso percorsi universitari diversi. Nel momento in cui serve entrare in contatto con clienti o fornitori stranieri, l’addetto potrebbe (e dovrebbe) scrivere la comunicazione in italiano, dopodiché l’azienda potrebbe (e dovrebbe) rivolgersi a un traduttore della stessa madrelingua del cliente per ottenere un risultato accurato e professionale.

È capitato anche a voi di imbattervi in uno di questi annunci o in altri da brivido che non ho menzionato?

Eva Luna Mascolino

La catanese Eva Mascolino, 24 anni, si è specializzata in Traduzione alla Scuola per Traduttori e Interpreti di Trieste nel 2018, concludendo gli studi con il massimo dei voti con una tesi di traduzione letteraria dal russo, dopo avere svolto tre scambi all'estero nel corso della sua formazione universitaria. Vincitrice del Premio Campiello Giovani 2015 con il racconto "Je suis Charlie", collabora con riviste e magazine culturali (fra cui Sul Romanzo, Letteratitudine, Argo, L’Irrequieto, Sicilian Post), oltre a essere una copywriter e traduttrice freelance da quattro lingue per svariate agenzie multiservizi. Nel 2018 ha pubblicato il racconto "Vladimir’s Blues" con Aulino Editore, mentre con "L’uomo di colore" è stata in finale al Premio Chiara Giovani 2018. Attualmente vive a Catania, dove ha di recente svolto il ruolo di collaboratrice editoriale per la prima edizione del festival letterario EtnaBook.

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