Numero 58 – Gennaio 2020

L’Edera

da “Il Canto dell’eternità” di Francesco Conti

 

Osserva –
attecchisce l’edera
sui midolli epilettici
parodia di una stella –
osserva assestare
gli antropici parossismi
delle materie sbilenche.

Sterilità:
disfaremo su dai monti
policromi e ardenti
gozzi e bave di cera.

Lo scalpello tratta
la resa della forma.

Vuotano le damigiane
i macigni del congegno
i velli d’Argo.
La sua vela – seno
alla prole anonima
spiega senza remore
al turbine del dato.

L’acume è vicario del disatteso:
scioglie le fune centripete
del malevolo cilindro.

 



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