Numero 48 – Novembre 2018

Disperata d’amore

di Nicolò Monti

 

“Questa volta ho sbagliato qualcosa. È strana.”

Gli si avvicina.

“Prendine un pezzo. Assaggiala.”

Il marito si limita a guardarla

perché di torta proprio non ne ha voglia

vuole solo finire le ultime pagine del libro e andare a letto

magari bere una tazza di tè o di caffè ma poi andare a letto

senza pensare o parlare

perché ha lavorato e ha pensato tutto il giorno e ora è tardi.

 

“No, adesso non mi va.”

Sa bene che se la prende per questo genere di cose,

allora cerca di rabbonirla con un sorriso.

Gira la pagina e quando solleva lo sguardo

si accorge di averla indispettita.

“Domani mattina l’assaggerò di sicuro. La tua torta al cioccolato mi piace da matti.”

La moglie si alza in piedi e apre l’anta della dispensa per recuperare due bustine di tè

poi mette l’acqua all’interno del bollitore e torna a sedere

in attesa di sentire l’acqua gorgogliare.

 

“Eppure ho seguito la ricetta.”

Con il dito lucido di saliva raccoglie alcune briciole marroni sul tavolo e se le porta alla bocca.

“Come sempre.”

L’acqua incomincia a bollire.

“Che poi, non capisco perché è venuta così amara.”

Proprio non si dà pace.

“La ricetta cosa dice?”

“L’ho seguita riga per riga, la ricetta. E sono anni che la seguo

anche se ormai la conosco a memoria

proprio per evitare situazioni come questa.”

Il marito chiude il libro. Il tè è pronto e delle ultime tre pagine che ha letto

non ricorda nulla. È difficile concentrarsi questa sera.

Versa l’acqua nella tazza e annega la bustina di tè.

Prende una forchettata di torta e se la infila in bocca.

“Non è affatto male.”

Ora ha un sentore di nausea.

“Però è amara.”

Annuisce. “Sì, un po’ lo è.”

Soffia sulla sua tazza di tè e l’odore di cioccolato sparisce

lasciando spazio a quello del tè al limone.

 

“Domani la rifaccio.”

 



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