numero 2
Dolce Belgrado città in fiamme.
Che resterà di te,
dei chioschi colorati e del futuro,
letto sotto un'ardente luna nei fondi neri di caffé
Cielo stellato e un'altra bomba,
la dignità strappata dalle mani
e tanti pronti a prendere
tra le macerie ancora calde
la loro eterna parte di dolore.
Brucia Belgrado,rossa di fede e sangue
ferita a morte nel mese delle rose.
Chi ti calpesta finge il pianto
simula civiltà che non conosce,
volge lo sguardo là dove non vede.
E passa oltre.
da “Sul fiume Okavango ed altre poesie. Versi d’amore e guerra”
Chiara Luciani
Nei giorni dell'ira coperti di polvere
anche la pioggia lacrimava sangue.
La giovane vedetta accanto al guado gelido sussulta
di freddo misto a rabbia,
fucile al braccio e sguardo perso
di chi se ne sta lì per caso.
Sparpaglia l'innocenza e i desideri,
le ataviche paure e le carezze perse
in un sacco di juta verde orlato d'oro.
Il tuono copre un gemito scomposto,
riflesso in altri occhi il tuo morire.
Nascerà l'erba un giorno vicino al tuo giaciglio.
Smonta la guardia,
nessuno all'orizzonte.
da “Sul fiume Okavango ed altre poesie. Versi d’amore e guerra”
Chiara Luciani